Guida pillar · aggiornata a luglio 2026

Progettare casa fai da te: la guida completa

Progettare casa fai da te significa arrivare al progetto della tua abitazione — distribuzione degli spazi, planimetria in scala, arredi e volumi in 3D — senza pagare un architetto per la fase creativa. Serve un metro, un foglio e un programma gratuito. In questa guida trovi i sette passi che portano dal rilievo di una stanza al layout verificato, i costi reali del percorso, e il confine preciso oltre il quale il fai da te si ferma e serve la firma di un tecnico abilitato.

di Elena Ferraris, progettista d'interni — Torino · Ultimo aggiornamento: 20 luglio 2026 · Lettura 14 min

7passi dal rilievo al layout finale
0 €costo minimo del software necessario
1:50la scala standard di una planimetria
80 cmlarghezza minima di un passaggio utile

Da dove si inizia davvero a progettare casa da soli

La domanda che riceviamo più spesso non è «quale programma uso», ma «da dove comincio». La risposta è controintuitiva: non si comincia dal software. Si comincia dal rilievo, cioè dalla misurazione fisica degli ambienti esistenti o dalle quote del lotto se stai costruendo. Un progetto disegnato su misure sbagliate è un progetto sbagliato, indipendentemente dalla qualità del rendering finale.

Il percorso completo di una progettazione autoprodotta si articola in tre blocchi. Il primo è conoscitivo: misuri, fotografi, annoti i vincoli — muri portanti, colonne di scarico, posizione della caldaia, affacci e orientamento. Il secondo è distributivo: decidi dove va la zona giorno, dove la zona notte, come si attraversa la casa. Il terzo è rappresentativo: trasformi le decisioni in planimetria in scala, poi in modello 3D, e le verifichi contro misure e norme di buon senso.

Chi salta il primo blocco e apre subito un programma per progettare casa finisce quasi sempre nello stesso punto: un bel layout che non sta nelle misure vere. Chi salta il secondo disegna stanze corrette ma una casa che non funziona — il classico corridoio di quattro metri che serve un solo ripostiglio.

Nota sul perimetro del fai da te. Tutto quello che leggi in questa guida riguarda la progettazione creativa e distributiva: cosa va dove, quanto è grande, come ci si muove. Le verifiche strutturali, il calcolo degli impianti e le pratiche edilizie restano competenza esclusiva di un tecnico abilitato. Ne parliamo in modo esplicito nella sezione dedicata.

I sette passi per progettare casa fai da te

Sono in ordine. Ogni passo produce un risultato concreto che serve al passo successivo: saltarne uno significa tornare indietro più tardi, quando correggere costa di più.

Misurare gli ambienti

Serve un metro a nastro da cinque metri o, meglio, un distanziometro laser: costa tra 25 e 60 euro e riduce l'errore a pochi millimetri. Per ogni stanza rileva lunghezza, larghezza e altezza al soffitto. Poi misura, partendo sempre dallo stesso angolo, la distanza di ogni apertura: bordo sinistro della porta, larghezza della porta, poi via fino all'angolo successivo. La somma dei parziali deve corrispondere alla misura totale della parete: se non torna, hai sbagliato un parziale.

Annota anche ciò che non si sposta: termosifoni, colonne di scarico, canne fumarie, quadro elettrico, prese e interruttori, sporgenze di pilastri, altezza dei davanzali. Sono questi elementi, non i metri quadrati, a determinare dove puoi davvero mettere un letto o una cucina.

Un errore ricorrente è misurare i muri come se fossero perfettamente ortogonali. Negli edifici italiani costruiti prima degli anni Settanta gli angoli fuori squadro di 2–4 centimetri sono la norma: misura anche le diagonali della stanza, così il disegno in scala risulterà fedele. La checklist di rilievo della planimetria elenca tutte le quote da prendere prima di sedersi al computer.

Definire zone e funzioni

Prima di disegnare muri, disegna bolle. Sul foglio, senza scala, traccia tre aree: zona giorno (soggiorno, cucina, pranzo), zona notte (camere e bagno principale), servizi (ingresso, bagno di servizio, lavanderia, ripostiglio). Poi collega le bolle con le linee dei percorsi: dall'ingresso alla cucina, dalla camera al bagno, dalla cucina al balcone dove metti la spazzatura.

Ogni linea che attraversa una stanza per raggiungerne un'altra è un costo funzionale. Un bagno raggiungibile solo passando dalla camera matrimoniale è accettabile in una casa per una coppia, molto meno in una casa da affittare. Se stai progettando per mettere l'immobile a reddito o in vendita, la regola pratica è che ogni camera deve raggiungere almeno un bagno senza attraversare uno spazio privato altrui.

Verifica l'orientamento: il soggiorno e le camere principali beneficiano di sud ed est; cucina e servizi tollerano nord. Un layout che ignora l'esposizione produce case fredde d'inverno e invivibili d'estate, un difetto che nessun arredo corregge.

Disegnare la planimetria in scala

La planimetria è il disegno tecnico della casa vista dall'alto, sezionata a circa un metro e venti da terra. Contiene muri, porte, finestre, scale, sanitari fissi e le quote principali. È il documento su cui si prendono tutte le decisioni successive.

La scala standard per un appartamento è 1:50: un centimetro sul foglio equivale a 50 centimetri reali, quindi una stanza di 4 metri occupa 8 centimetri. Per una casa unifamiliare intera o per il lotto si usa 1:100; per un dettaglio come un bagno o una nicchia della cucina si scende a 1:20. Su carta millimetrata in scala 1:50, ogni quadretto da 2 mm vale 10 cm reali.

Convenzioni da rispettare anche in un disegno amatoriale: i muri si rappresentano con doppio segno pieno (spessore reale: 8–10 cm i tramezzi, 25–40 cm i portanti), le porte con l'arco del battente per mostrare il verso di apertura, le finestre con una linea sottile interrotta nello spessore del muro, le scale con la freccia di salita e la numerazione dei gradini.

Puoi disegnare a mano e poi ridisegnare al computer: è il metodo più veloce per chi non ha mai usato un programma di progettazione. Il passaggio successivo è scegliere lo strumento digitale.

Scegliere un software 2D o 3D

Il 2D serve per decidere, il 3D per capire. In pianta valuti superfici, distribuzione e passaggi; nel modello tridimensionale valuti altezze, luce, ingombri visivi e proporzioni. La maggior parte dei programmi per progettare casa fa entrambe le cose: disegni la planimetria e il software genera automaticamente il volume.

I criteri di scelta che contano davvero sono quattro: la curva di apprendimento, la disponibilità in italiano, la possibilità di lavorare offline e i limiti del piano gratuito. Sweet Home 3D è gratuito, open source, in italiano e funziona offline su Windows, macOS e Linux: è la scelta più solida per un principiante. Planner 5D ha un piano base gratuito con app per iOS e Android oltre alla versione web, ed è il più immediato da usare da tablet. Floorplanner e HomeByMe lavorano nel browser, con un progetto gratuito e rendering a consumo.

Se hai bisogno di un modello tridimensionale più libero — un soppalco, un tetto complesso, un mobile su misura — SketchUp Free resta lo strumento più flessibile, al prezzo di una curva di apprendimento più ripida. Il confronto completo, con limiti dei piani gratuiti e verdetto per tipo di utente, è nella pagina dedicata ai programmi per progettare casa.

Arredare e testare il layout

Qui la maggior parte dei progetti fai da te si rompe, e il motivo è sempre lo stesso: si inseriscono gli arredi presi dal catalogo del software invece che con le misure reali dei mobili che si intende comprare. Un divano da catalogo è profondo 90 cm; quello che hai visto in negozio è profondo 105 con la seduta estraibile.

Prendi le misure dai siti dei produttori e inseriscile come oggetti personalizzati. Poi verifica gli spazi di manovra, che nessun software controlla al posto tuo:

  • Davanti a un armadio con ante a battente: almeno 90 cm liberi.
  • Attorno al letto matrimoniale: 70 cm per lato, 55 cm assoluto minimo su un lato.
  • Tra il piano cucina e l'isola o la penisola: 100–120 cm.
  • Tra il tavolo e il muro, con sedia estratta: 75 cm, 100 se qualcuno deve passare dietro.
  • Davanti al wc e al bidet: 55 cm frontali e 20 cm laterali dall'asse.

Testa il layout con una simulazione mentale della giornata: rientri con la spesa, dove appoggi le buste; ti alzi di notte, che percorso fai; arriva un ospite, dove appende il cappotto. Se una di queste azioni richiede di spostare qualcosa, il layout va corretto adesso, non dopo il montaggio.

Validare misure e passaggi

La validazione è un controllo sistematico, non un'occhiata. Stampa la planimetria e passa in rassegna, una per una, le quote critiche: larghezza dei corridoi, luce netta delle porte, altezze utili, distanze dagli impianti.

I valori di riferimento su cui basiamo le nostre verifiche: un corridoio di passaggio non scende sotto gli 80 cm di larghezza netta (100–110 cm se deve restare accessibile a una carrozzina); una porta interna standard ha luce netta 70–80 cm, la porta del bagno principale non dovrebbe scendere sotto i 75; l'altezza dei piani di lavoro in cucina sta tra 86 e 95 cm a seconda della statura; l'altezza minima abitabile dei locali di soggiorno, salvo deroghe comunali, è 2,70 m con 2,40 m per i servizi.

Controlla infine la coerenza impiantistica: le prese servono dove metterai gli elettrodomestici, gli interruttori dove entri nella stanza, i punti luce sopra i piani che vuoi illuminare. Spostare un punto luce in fase di disegno costa zero; spostarlo dopo l'intonaco costa una traccia, un ripristino e una tinteggiatura. La lista completa delle sviste ricorrenti è raccolta negli errori comuni quando si progetta casa da soli.

Se ristrutturi: partire dallo stato attuale

La ristrutturazione segue lo stesso metodo della nuova costruzione, ma con un passaggio in più e molti più vincoli. Il passaggio in più è il disegno dello stato di fatto: la planimetria della casa com'è oggi, completa di muri portanti, tramezzi, colonne montanti, scarichi, canne fumarie e quadro elettrico. Solo sopra questo disegno si costruisce il layout nuovo, in un secondo livello o su un secondo file, così da poter produrre il classico confronto ante e post operam.

I vincoli che cambiano tutto sono tre. I muri portanti non si spostano senza un progetto strutturale firmato. Gli scarichi determinano dove possono stare bagni e cucina: allontanare un wc dalla colonna oltre un metro e mezzo richiede pendenze che spesso non stanno nello spessore del pavimento. Le parti comuni del condominio — facciate, colonne montanti, solai — non si toccano senza autorizzazione.

Progettare una ristrutturazione fai da te ha però un vantaggio economico concreto rispetto alla nuova costruzione: partendo da uno stato di fatto rilevato bene, arrivi dal tecnico con metà del lavoro conoscitivo già svolto, e paghi solo le prestazioni che non puoi svolgere tu.

Quali programmi usare, in breve

Il mercato dei programmi per progettare casa è affollato ma si riduce a poche famiglie reali. Questa è la sintesi; il confronto dettagliato, con i limiti esatti dei piani gratuiti, sta nella pagina di approfondimento.

Programmi per progettare casa fai da te — sintesi per tipo di utente
ProgrammaPiattaformePiano baseAdatto a
Sweet Home 3D Windows, macOS, Linux, web Gratuito, open source Principianti, lavoro offline, italiano completo
Planner 5D iOS, Android, PC, Mac, web Gratuito con catalogo limitato Chi progetta da tablet e vuole il 3D subito
Floorplanner Web Gratuito, 1 progetto attivo Planimetrie 2D rapide e pulite
HomeByMe Web Gratuito, rendering HD a consumo Chi vuole immagini realistiche da mostrare
SketchUp Free Web Gratuito per uso personale Volumi complessi, tetti, arredi su misura

Una nota sulle app con realtà aumentata e misurazione tramite fotocamera, come Magicplan o Polycam: sono utilissime per produrre una bozza di planimetria in dieci minuti, ma l'errore per parete è di alcuni centimetri. Usale per il primo schizzo, non per ordinare una cucina su misura.

Vai al confronto completo dei programmi per progettare casa →

Quanto costa progettare una casa fai da te

La risposta breve: il software può costare zero euro, gli strumenti di rilievo tra 25 e 60 euro, il tempo circa una settimana di lavoro non continuativo. La risposta lunga richiede di distinguere tre voci.

Software: modello freemium, non gratuito puro

Sweet Home 3D è integralmente gratuito e open source, senza limiti sul numero di progetti. Tutti gli altri strumenti principali adottano un modello freemium: le funzioni base — planimetria, arredo dal catalogo standard, vista 3D navigabile — sono incluse nel piano gratuito; si paga per il rendering in alta risoluzione, i cataloghi di marca, i progetti illimitati e l'esportazione in formati professionali. Le fasce tipiche sono 10–30 euro al mese in abbonamento, oppure crediti a consumo per singolo rendering. È importante saperlo prima di iniziare: nulla è più frustrante che scoprire il paywall dopo aver disegnato tutta la casa.

Strumenti e materiali

Metro a nastro da 5 m: 8–15 euro. Distanziometro laser di fascia base: 25–60 euro, e vale l'investimento se hai più di due stanze. Carta millimetrata, squadre e matite: sotto i 15 euro. Se vuoi una stampa in scala della planimetria formato A3, in copisteria si spendono pochi euro.

Il confronto con il professionista

Un progetto d'interni affidato a un professionista in Italia si colloca, indicativamente, tra 20 e 60 euro al metro quadro per la progettazione completa con elaborati esecutivi, con parcelle minime che rendono poco conveniente l'incarico sotto i 50 mq. Le pratiche edilizie hanno un costo separato: una CILA per opere interne si muove tipicamente nell'ordine delle centinaia di euro, variabile per comune e complessità.

Il conto reale, quindi, non è «fai da te contro professionista» ma «quanta parte posso fare io». Chi arriva dal tecnico con rilievo, stato di fatto e layout già definiti paga meno ore di progettazione e concentra la spesa sulle prestazioni che richiedono per legge una firma.

Gli errori che costano di più

Dalle revisioni dei progetti che riceviamo, cinque sviste tornano in modo quasi sistematico:

  1. Misure prese una volta sola. Ogni parete va misurata due volte, in due momenti diversi. Un errore di 5 cm su un vano cucina significa un modulo che non entra.
  2. Corridoi sotto gli 80 cm. Nascono quasi sempre dal tentativo di guadagnare centimetri per un armadio.
  3. Porte disegnate senza verso di apertura. Due porte che si scontrano nello stesso disimpegno sono un classico dei progetti autoprodotti.
  4. Impianti ignorati in fase di layout. Spostare un bagno lontano dalla colonna di scarico è il modo più rapido per far saltare un preventivo.
  5. Arredi dal catalogo invece che reali. Il progetto sembra funzionare finché i mobili sono quelli finti.

Leggi l'analisi completa degli errori da evitare, con conseguenze e correzioni →

Non sai da quale layout partire?

Abbiamo raccolto planimetrie di riferimento raggruppate per metratura e forma — dal monolocale di 30 mq alla casa indipendente su due livelli — con la quota critica di ciascuna e il motivo per cui quel layout funziona.

Vedi gli esempi di planimetrie

Quando conviene affidarsi a un professionista

Il fai da te ha un confine netto, ed è meglio conoscerlo prima di investirci una settimana. La fase creativa — distribuzione, arredo, colori, simulazione 3D — è interamente alla tua portata. La fase tecnico-amministrativa non lo è, e non per scelta editoriale: lo stabilisce la normativa.

Dove il tecnico abilitato è obbligatorio

Le pratiche edilizie — CILA, SCIA, permesso di costruire — devono essere redatte e asseverate da un tecnico iscritto all'albo (architetto, ingegnere o geometra secondo la competenza). Lo stesso vale per qualsiasi intervento che riguardi le strutture, per le pratiche catastali di variazione, per le certificazioni degli impianti e per l'attestato di prestazione energetica. Un disegno fai da te, per quanto accurato, non può essere depositato in Comune con la tua firma.

In pratica: il tuo progetto vale come studio preliminare. È un documento utile, che riduce le ore di progettazione che il tecnico dovrà fatturarti, ma non sostituisce la sua firma né la sua responsabilità professionale.

Quando conviene comunque delegare

Al di là dell'obbligo di legge, ci sono situazioni in cui il calcolo economico consiglia da solo il professionista: quando l'immobile è destinato alla vendita o all'affitto e il valore aggiunto di un progetto ben fatto supera la parcella; quando l'intervento tocca muri portanti o cambi di destinazione d'uso; quando i tempi sono stretti e ogni settimana di cantiere in più ha un costo; quando la casa ha una geometria irregolare che rende difficile far tornare i conti da soli.

Se dopo aver letto questa guida decidi che il fai da te non fa per te — o che vuoi farlo solo fino a un certo punto — puoi rivolgerti a un servizio di progettazione professionale come progettare-casa.it, che segue il progetto dalla planimetria agli elaborati. È la scelta ragionevole quando la casa deve essere messa a reddito e il margine di errore è basso.

Il confronto punto per punto tra le due strade — costi, tempi, controllo, rischi — è nella pagina architetto o fai da te.

Domande frequenti

Da dove si inizia a progettare una casa fai da te?

Si inizia dal rilievo: misura lunghezza, larghezza e altezza di ogni ambiente e la posizione di porte, finestre, termosifoni e prese. Senza misure reali qualsiasi planimetria, anche disegnata con il miglior software, resta un disegno decorativo.

Serve essere architetto per progettare casa da soli?

No per la fase creativa. Distribuire gli spazi, disegnare la planimetria e scegliere gli arredi non richiede competenze da architetto o ingegnere. Serve un tecnico abilitato quando il progetto tocca strutture, impianti soggetti a certificazione o pratiche edilizie da presentare in Comune.

Quanto costa progettare una casa fai da te?

La parte software può costare zero: Sweet Home 3D è gratuito e open source, mentre Planner 5D, Floorplanner e HomeByMe hanno un piano gratuito con limiti su rendering e cataloghi. Le voci a pagamento tipiche sono il rendering in alta risoluzione, i cataloghi premium e i progetti illimitati, in genere tra 10 e 30 euro al mese o in acquisto una tantum.

Che scala si usa per disegnare la planimetria di casa?

La scala 1:50 è lo standard per il singolo appartamento: un centimetro sul foglio corrisponde a 50 centimetri reali. Per una casa intera o un lotto si passa a 1:100. Per i dettagli, come un bagno o una cucina, si usa 1:20.

Quanto tempo serve per un progetto di casa fai da te?

Per un appartamento di 70–90 mq servono in genere una giornata per il rilievo, due o tre serate per la planimetria in scala e altre due o tre per l'arredo e le verifiche. In totale una settimana di lavoro non continuativo, senza contare il tempo per confrontare i preventivi.

Il disegno fai da te basta per chiedere i permessi in Comune?

No. Le pratiche edilizie — CILA, SCIA, permesso di costruire — devono essere redatte e firmate da un tecnico abilitato iscritto all'albo. Il progetto fai da te è valido come studio preliminare e riduce le ore che il tecnico dovrà fatturare, ma non sostituisce la sua firma.

Serve lo stesso software per ristrutturare o per costruire da zero?

Sì, gli strumenti sono gli stessi. Cambia il punto di partenza: nella ristrutturazione si disegna prima lo stato di fatto, con muri portanti, colonne montanti e scarichi esistenti, e solo dopo si sovrappone il nuovo layout. In una nuova costruzione si parte dal foglio bianco e dai vincoli urbanistici del lotto.

Si può misurare una stanza con la fotocamera dello smartphone?

In parte. App con realtà aumentata come Magicplan e Polycam ricostruiscono una planimetria approssimativa scansionando la stanza. L'errore tipico è di alcuni centimetri per parete: va bene per una bozza rapida, non per ordinare una cucina su misura, dove serve un rilievo con metro o distanziometro laser.

Fonti e approfondimenti esterni

I contenuti di questa pagina hanno finalità informative e non sostituiscono la consulenza di un tecnico abilitato. Prezzi e funzionalità dei software citati sono verificati a luglio 2026 e possono variare.